2 febbraio 2010

IL VAGABONDO DELLE STELLE di Jack London

Ho sempre avuto, nel corso della mia intera esistenza, la netta sensazione di aver vissuto in altri tempi e in altri luoghi, di avere addirittura ospitato in me altre persone. Ma, credimi, lo stesso vale anche per te che leggerai queste righe: torna con la mente alla tua fanciullezza, e rivivrai come tua l’esperienza di cui ti parlo.

Questo è l’inizio di un libro, ma forse dovrei dire di tanti libri uniti assieme, che secondo me non ha eguali. La storia nuda e cruda è piuttosto semplice. Un condannato a morte nel carcere di San Quentin trascorre lunghissimi periodi legato nella camicia di forza. Ma la grandezza dell’intuizione di London sta nel dotare Darrel Standing, questo il nome del protagonista, di una qualità particolare.

Un qualunque essere umano, sottoposto alla camicia di forza per periodi lunghissimi morirebbe, ma non il nostro protagonista. Lui ha una via di fuga: la morte. No, non mi sto contraddicendo. Ora mi spiego meglio. Standing induce il suo corpo alla morte. La prima volta ci impiega parecchio tempo. Parte dal ditino più piccolo del piede e poi pian piano risale lungo il corpo. In questo modo le funzioni vitali quasi si azzerano. Quasi… In realtà lui non muore, è una finta morte che gli consente di trascorrere anche dieci giorni consecutivi dentro la camicia di forza senza accorgersene. In quei dieci giorni Darrel vive altrove, spesso si trova a vestire i panni di altra gente, in altre epoche, in un tempo lontano, molto lontano dal suo.

La prima esperienza di morte indotta lo porta a vagabondare proprio tra quelle stelle che London cita nel titolo. Un’altra volta si risveglia bambino, figlio di una famiglia di pionieri che nel 1857 lasciarono l’Arkansas diretti in California ma vennero attaccati dalle milizie formate da mormoni e indiani. Tante avventure fino a ritrovarsi naufrago, unico superstite, per sette anni in un’isola piccola formata di sole rocce.

Insomma, questo forse vi aiuterà a capire perché all’inizio ho parlato di più libri uniti assieme. London, attraverso Darrel Standing ci fa vivere le esperienze più strane e diverse tra loro, appagando quel desiderio che forse ognuno di noi ha provato da piccolo, di poter essere qualcun altro (una specie di Vitangelo Moscarda, il protagonista di “Uno, nessuno, centomila” di Pirandello, con la differenze che il protagonista di Pirandello veniva percepito dagli altri in modi differenti, mentre il protagonista di London si materializza di volta in volta sotto spoglie diverse), di poter vivere in altre epoche e in altri luoghi.

30 gennaio 2010

A proposito dell’obiettività del TG1…

da “Il Fatto Quotidiano” del 30 gennaio 2010

29 gennaio 2010

“Il giovane Holden” ci ha lasciati

Addio

J.D. Salinger


26 gennaio 2010

Da “Il Fatto Quotidiano” di oggi 26 gennaio 2010

Le primarie del PD in Puglia…

19 novembre 2009

“ATTENTATO IMMINENTE” di Antonella Beccaria e Simona Mammano

Nella primavera del 1969 l’ennesima azione terroristica all’Università di Padova fa partire una nuova indagine. A coordinarla è un commissario di polizia, Pasquale Juliano, il capo della squadra mobile, che arriva a individuare un nucleo di estremisti neri che traffica in armi ed esplosivi. Ma i neofascisti gli preparano una trappola: Juliano si vedrà così scippare l’inchiesta, che verrà insabbiata, e finirà sotto processo accusato di aver costruito le prove contro i terroristi. Gli occorreranno dieci anni per dimostrare la sua innocenza, ma nel 1979, quando sarà assolto da tutti i capi d’imputazione, la stagione delle bombe avrà quasi concluso il suo tragico corso.

30 ottobre 2009

“C’era una volta l’intercettazione” di Antonio Ingroia

27 ottobre 2009

Col tempo si cambia…

change

O forse è la vita, gli incontri, le casualità che ci spingono al cambiamento. E così succede che cose che credevi non fossero possibili, improvvisamente non solo lo sono ma diventano il fulcro della tua vita.

Chi mi sta vicino, ma anche chi mi segue, chi ha avuto il buon cuore di non abbandonarmi anche in questo periodo in cui, lo ammetto, sono stata latitante, sa che sono sempre alla ricerca di stimoli, di cose o persone interessanti. Ma sa anche che la mia Timidezza (in maiuscolo perché è un lato importante del mio carattere) spesso mi porta a tenermi ai margini, a non buttarmi nella mischia, se vogliamo usare una frase fatta. Tutto vero… Ma quando credo in qualcosa mi ci butto anima e corpo per cercare di ottenere un determinato risultato.

Lo so, vi sto annoiando e ancora, dopo tante parole, non vi ho detto nulla. Qual è il senso di tutto questo post? Un senso, se proprio vogliamo dargliene uno, forse è questo: non vi preoccupate se da oggi in poi vedrete dei post diversi da quelli ai quali vi ho abituati. Non pensate di aver sbagliato Blog. Sono sempre io. Ho solo nuovi stimoli e nuovi interessi, che comunque voglio continuare a dividere con voi.
Nella speranza di ritrovarvi sempre al mio fianco.

25 settembre 2009

Ritorno a Bassavilla di Danilo Arona – Una recensione

Ritorno a BassavillaChiariamo subito le cose: questo libro non è un lavoro di narrativa, né un saggio. E allora che diavolo è?, direte voi. È presto detto: Ritorno a Bassavilla di Danilo Arona, scrittore, giornalista, critico, ma soprattutto nome di culto della letteratura fantastica italiana, è una raccolta di cronache dedicate a una delle città gotiche per eccellenza, Bassavilla appunto.

Il seguito della recensione (ah… non ve l’ho detto. Ovviamente a firma mia :-) ) la trovate a questo indirizzo: Ritorno a Bassavilla

Se poi volete anche vedere il Booktrailer, non dovere far altro che schiacciare Play:

23 agosto 2009

La scommessa di Faletti

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È passato quasi un mese dai dubbi sollevati da Eleonora Andretta sull’autenticità o meno dell’ultimo libro di Giorgio Faletti e ormai l’eco si era praticamente spenta. Ma l’autore (presunto?) di “Io sono Dio“, che io pensavo avesse deciso di adottare la strategia del silenzio in attesa che l’episodio finisse nel dimenticatoio,  a quanto pare ci ha ripensato e ha voluto chiarire la questione. Chiarire? Forse non è il termine adatto. Potremmo dire che ha gettato altra benzina nel fuoco, rinfocolando le polemiche vecchie e aprendone di nuove. Nero su bianco sta tutto su “Il Corriere della sera“. Io vi riporto quella che secondo me è la parte più “divertente e assurda” delle dichiarazioni di Faletti:

Dunque si preannuncia qualche iniziativa giudiziaria? «Non credo. Cerco di guardare sempre la vita con ironia e penso che presto la faccenda si sgonfierà. Del resto, in un Paese dove non è al riparo la privacy di nessuno, con tutti i giornalisti che ci sono a caccia di scoop, come si può credere che non sarebbe venuto a galla il nome della persona che scriverebbe i libri da me firmati?» Comunque Faletti è anche disposto a fornire la prova della sua correttezza: «Non gratis però. Se qualcuno deposita un bel gruzzolo da un notaio, sono pronto a fare lo stesso e ad autorizzare il notaio a stare insieme a me mentre scrivo il prossimo romanzo. Così, se risulterà che ho un ghostwriter, pagherò il notaio e il mio antagonista prenderà i soldi. Ma se invece sarà confermato che sono l’unico autore, allora lui pagherà il notaio e io intascherò la somma». C’è qualcuno che se la sente di accettare la sfida?

L’intero outing lo trovate qui.

22 agosto 2009

Archetipi

In uscita il 19 ottobre per le Edizioni XII