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Oggi, come ogni mercoledì, ho partecipato al laboratorio di scirttura, di cui avevo già parlato in un mio post precedente. Temo del giorno: i segni di interpunzione. Evito di elencarvi quali sono per non cadere nella macchietta dei grandi Totò e Peppino del celebre film.
Prima rivelazione del professore: “A scuola vi hanno insegnato che i segni di interpunzione servono a stabilire delle pause, più o meno lunghe a seconda del segno usato. Sbagliato.”
Sguardi dubbiosi lanciati in direzione della cattedra nell’attesa di scoprire quale verità si celi dietro la punteggiatura in un testo. Dopo una pausa da politico navigato, il professore continua: “Non servono a segnare una pausa, anzi, servono a legare i vari segmenti di una frase, di un discorso. Praticamente riempiono quegli spazi che, parlando normalmente, ognuno di noi lascia. Meglio ancora, servono a dare un senso e un’intonazione a ciò che scriviamo. Senza segni di interpunzione la frase suonerebbe piatta e incomprensibile.”
E voi, che rapporto avete con la punteggiatura? Conflittuale, come la maggior parte di chi si diletta a scrivere?
























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6 Commenti
3 Aprile 2008 alle 1:24 am
e allora sì, sei tu! cara compagnuccia di banco… sconvolta dalla lezione di oggi sulla punteggiatura? io, più che da quello, dall’ultimo esercizio: la correzione sarà un suicidio!
flavia
3 Aprile 2008 alle 12:22 pm
La punteggiatura? A volte, sa, c’è la magagna…
3 Aprile 2008 alle 1:25 pm
Io ho un rapporto di amore e odio.
Quando finisco di leggere un testo la cambio e la ricambio…insomma, un caos!!!
3 Aprile 2008 alle 3:16 pm
Io trovo più difficile completare l’url del mio blog piuttosto che mettere i segni d’interpunzione in un racconto. Scherzi a parte non credo di sentirne il timore, anzi. Mi sembra di usarli come meglio mi aggradano, magari sbagliando. Mi diverto a cucire i brani facendoli su misura coi miei pensieri e le mie pause.
Ciao
3 Aprile 2008 alle 7:17 pm
“e allora sì, sei tu! cara compagnuccia di banco… sconvolta dalla lezione di oggi sulla punteggiatura? io, più che da quello, dall’ultimo esercizio: la correzione sarà un suicidio!”
Flavia, non ci posso credere! Che bello ritrovarti nel mio blog. Spero troverai qualcosa di interessante da leggere, e commentare
3 Aprile 2008 alle 7:26 pm
@Camilla: anche io quando rivedo un testo faccio mille modifiche. Penso sei normale. Probabilmente perché rileggendo diamo forma a ciò che abbiamo scritto e capiamo meglio dove mettere la punteggiatura.
@ Matteo: Hai ragione, probabilmente il professore del mio corso non sarebbe contento di questo tuo uso “stravagante”.