
Questo è il titolo di un interessante e ironico articolo apparso su “La Repubblica” di oggi, firmato da Stefano Bartezzaghi.
Il noto enigmista, scrittore e ludolinguista italiano prende spunto dalla notizia (un pesce d’aprile) secondo la quale Nicolas Sarkozy sarebbe intervenuto a difesa del declino del punto e virgola, per tracciare una sorta di resoconto sull’uso dei principali segni di interpunzione.
“La trinità interpuntiva – punto, virgola, due punti – svolge gran parte del lavoro, e in modo (solo apparentemente) univoco. Il punto interrogativo è necessario, il punto esclamativo non è più considerato bello scrivere.”
Parla naturalmente anche di virgolette, trattini e trattoni per arrivare, poi, al famigerato punto e virgola. Scrive:
“Il punto e virgola è però l’unico che ispiri discussioni. Forse il suo è il problema del maiale, che secondo una teoria non banale deve la cattiva stampa che lo affligge al fatto di essere l’unico animale della fattoria che, almeno sino a che è in vita, non serve a nulla.”
Alla fine sembra comunque trovare una spiegazione al non uso del punto e virgola, da ricercare, secondo Bartezzaghi, nella scrittura moderna.
“La prosa corrente contemporanea, che sparge punti fissi per far sobbalzare il lettore come su una macchina sfrizionata, usa le virgole al posto dei due punti e viceversa, non sa come ‘tagliare’ il punto e virgola in modo che prenda un effetto accattivante. Un segno di dosaggio ha vita difficile, in un mondo che straborda.”























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19 Commenti
6 Aprile 2008 alle 5:21 pm
Quello del punto esclamativo è un problema che io e Laura abbiamo cominciato a porci da un po’ di tempo a questa parte. Non andrà più di moda, spesso se ne è abusato… ma se devi sottolineare un’esclamazione non esiste un sostituto valido e non sempre la parola si enfatizza da sé. E dei puntini di sposensione ne vogliamo parlare?
Complimenti per il blog.
Lory
6 Aprile 2008 alle 8:11 pm
I puntini di sospensione meritano un post specifico, effettivamente. Mi hai dato un’idea.
Grazie Lory, anche per i complimenti.
6 Aprile 2008 alle 9:49 pm
Sempre sul punto e virgola:
http://www.ministryoftype.co.uk/words/article/point_virgule/
MS
6 Aprile 2008 alle 10:57 pm
io lo uso un sacco invece. da un senso sia di sospensione ma non cosi marcato, distaccato, di come può essere il punto.
6 Aprile 2008 alle 11:07 pm
Matteo: grazie per la segnalazione.
obo: Bravo, fai bene ad usarlo.
7 Aprile 2008 alle 8:29 am
“Il capo gli si intorbidò di stanchezza, di sonno; e rimise la decisione all’indomani mattina.”, A.Fogazzaro, Piccolo mondo moderno).
Ma dove è finito il punto e virgola? Me lo spiegò la maestra delle elementari, il primo anno, come si doveva leggere: la regola era contare fino ad uno se c’era la virgola, fino a tre se c’era il punto, e fino a due se c’era il punto e virgola. La vita ultraveloce, le frasi brevi e abbreviate, l’ansia da prestazione dell’ipotassi ha abolito il tre, non si può aspettare fino a tre; (punto e virgola, ndr) si aspetta uno per la virgola e due per il punto. Che peccato.
7 Aprile 2008 alle 10:27 am
@Stefano
Anche a me avevano insegnato così!
Comunque la virgola è un male necessario nel senso che: è utilissima, in certe situazioni; ma dannatamente abusata. Giusto l’altro giorno abbiamo ricevuto un fax da non so che ministero che esordiva con qualche virgola che non c’entrava…
Vabbè. Però se continuiamo con gli abusi di punteggiatura finiamo collo sparare alla croce rossa!
MS
7 Aprile 2008 alle 12:05 pm
Stefano e Matteo: In realtà, secondo il mio professore del Laboratorio di scrittura all’Università, ciò che ci hanno insegnato alle elementari non è giusto. La punteggiatura non è messa per creare una pausa ma è funzionale. Mi spiego: nel parlare noi facciamo delle pause, diamo delle intonazioni, ecc. ecc. Nello scritto, l’unico modo per rendere le intonazioni del parlato è quello di servirsi della punteggiatura. C’è un mio posto di qualche giorno fa sull’argomento.
7 Aprile 2008 alle 4:22 pm
Guarda Chiara, io in parte concordo con Stefano. Comunque io sono un amante del punto e virgola, o meglio lo ero. Adesso a furia di leggere e scrivere con queste nuove tendenze sta sparendo davvero. Ed è un gran peccato. Mi piace metterlo nei periodi lunghi, a dividere elenchi di cose invece di usare un punto o magari una serie di virgole. Un maestro in questo senso era Dino Buzzati, credo cha all’articolo di Bartezzaghi si sarebbe rivoltato nella tomba, pace all’anima sua.
Ciao
7 Aprile 2008 alle 4:36 pm
Ma Bartezzaghi nel suo articolo fotografa le tendenze di oggi, purtroppo.
Buzzati era ed è un maestro; sicuramente non apprezzerebbe la scrittura di oggi. Anzi, dovrei parlare dello scempio che molti compiono ai danni della nostra meravigliosa lingua; è per questo che Buzzati dovrebbe rivoltarsi nella tomba!
7 Aprile 2008 alle 10:20 pm
Ma perchè prendersela proprio con il rassicurante punto e virgola??? E’ meno autoritario del punto e più incisivo della virgola. In tempo di elezione si potrebbe dire che è un vero moderato!
Mi piacciono comunque le discussioni sulla lingua perchè significa che è viva e che ci sono persone che ancora credono che “le parole sono importanti”.
7 Aprile 2008 alle 10:25 pm
“Mi piacciono comunque le discussioni sulla lingua perchè significa che è viva e che ci sono persone che ancora credono che “le parole sono importanti”.
Ben detto Fabiana!
8 Aprile 2008 alle 9:00 am
io ho ancora dei problemi a capire dove e quando inserirlo.
8 Aprile 2008 alle 11:48 am
Spiritofstluis: Tranquillo, sei in buona compagnia. Non è detto che tutti quelli che lo usano lo facciano correttamente. Se vuoi, continua a seguirmi, magari riusciamo a fare un po’ di chiarezza. L’argomento interessa così tanta gente! Ne parlerò ancora.
8 Aprile 2008 alle 3:02 pm
io amo il punto e virgola!
in spagnolo ne abbiamo bisogno…
15 Aprile 2008 alle 3:34 pm
beh anche in tempi di T9 il punto e virgola sopravviverà per lo meno per fare l’occhiolino
15 Aprile 2008 alle 9:39 pm
Anch’io ho notato la quasi scomparsa del punto e virgola e me ne dispiace; io l’ho sempre usato tanto e non e’ vero che puo’ essere sostituito, nelle diverse occasioni, dalla virgola e dal punto; il suo significato e’ particolare e deve essere usato ogni volta che c’e’ una sospensione piu’ lunga di quella che prevede la virgola e meno definitiva e ferma di quella che esige il punto.
29 Settembre 2008 alle 8:15 pm
Per gli abusi di punteggiatura, Totò e Peppino insegnano! “Abbondiamo che non siamo tirchi” mi pare che la battuta fosse proprio questa.
Bellino questo blog!
29 Settembre 2008 alle 10:35 pm
Hai ragione Carlo, Totò è Peppino erano unici
Grazie, torna a visitarmi quando vuoi.