Ricettario di scrittura creativa
16 Aprile 2008 at 11:30 pm | In Scrittura crativa, Segnalazioni |Tags: filastrocca, Giulio Mozzi, lettera, monologo, poesia, Ricettario di scrittura creativa, scrittura, slogan pubblicitario, Stefano Brugnolo, versi

Vi piacerebbe disporre di un libro che vi accompagni passo passo nella scrittura? Come il ricettario che la massaia tiene aperto in cucina per stupire i suoi cari con piatti ogni giorno diversi.
Penso di aver trovato quello che fa per voi: il “Ricettario di scrittura creativa” di Stefano Brugnolo e Giulio Mozzi.
Ci sono testi per tutti i gusti. Qualsiasi cosa dobbiate scrivere la potete trovare sul Ricettario: una lettera d’amore, un monologo, una filastrocca, una poesia in rima, una in versi liberi, uno slogan pubblicitario.
Giulio Mozzi, in una interessante intervista spiega:
“Ogni singola “ricetta”, poi, segue uno schema abbastanza fisso: 1) si spiega sommariamente in che consiste quella specifica tipologia (narrativa, stilistica, poetica ecc.); 2) si presenta un esempio più o meno illustre che esemplifichi in maniera evidente la tipologia; 3) si analizza brevemente il testo presentato, mettendone in luce le caratteristiche principali; 4) si propongono degli esercizi.
Da notare che gli esercizi non suggeriscono quasi mai di “replicare” l’esempio proposto, ma più spesso ne propongono una trasformazione o addirittura un ribaltamento.”
Lasciatevi tentare. L’appetito vien… leggendo!
8 Commenti »
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Non ho mai avuto fiducia nei corsi di scrittura creativa. E quando cucino, non seguo mai le ricette (e sono anche brava, stranamente).
Commento di Laura Costantini — 17 Aprile 2008 #
Io sul mio blog ho inserito, l’anno scorso, un intero corso di scrittura creativa (anche per i bambini) curato proprio da Giulio Mozzi che trovo in questo molto preparato. Naturalmente gli ho chiesto il consenso alla pubblicazione e lui ne è stato ben felice!
Ciao
ps:hai fatto i compiti per Perrone il prossimo mese?
Commento di matteo — 17 Aprile 2008 #
Laura: Non dico che ci si debba affidare completamente ai corsi… Magari una sbirciatina a qualcuno può far comodo
Matteo: Mi hai incuriosito. Verrò a vedere il corso che hai pubblicato. (P.S.: Perrone ancora no)
Commento di Chiara — 17 Aprile 2008 #
I corsi di scrittura che ho seguito sono stati le migliaia di libri che ho letto, studiato, sviscerato. Io non credo che si possa insegnare a qualcuno a scrivere (creativamente parlando). Si può avere una perfetta padronanza della lingua e delle tecniche, senza per questo riuscire a smuovere una qualsiasi emozione.
Preferisco tenermi vicini dizionario etimologico, sinonimi e contrari (non quello del computer), vocabolario e grammatica italiana. Credo che questi ingredienti, uniti a quella scintillina di talento che è indispensabile, facciano la differenza tra chi vuole scrivere e chi, semplicemente, deve perché lo sente come una necessità.
Ma, ovvio, è solo una mia opinione personale. Giusto ieri ho incontrato una persona che ama scrivere e che ha frequentato un corso di scrittura creativa, convinto che fosse indispensabile a dare la stura (parole sue) alla creatività. Se gli ha dato un incoraggiamento, ben venga. Ma ho le basi per dire che quel corso non gli ha insegnato a catturare il lettore.
Laura
p.s. mi piace il tuo blog e questi post sulle tematiche della scrittura. Sei brava.
Commento di Laura Costantini — 17 Aprile 2008 #
Beh, se c’è ancora qualcuno convinto che questi corsi ti regalino la luna… Diciamo che possono darti qualche dritta, ma se non hai idee non potrai mai scrivere nulla. Su questo siamo d’accordo.
Commento di Chiara — 17 Aprile 2008 #
Sono d’accordo con Laura che per migliorare il proprio stile sia molto più utile leggere, e leggere tanto (e di tutto) e naturalmente la vita ci offre una serie di situazioni letterarie che sta a noi sfruttare (o alterare o stravolgere), se ci riusciamo. Questa dei corsi di scrittura creativa è una moda, può essere utile per aiutare qualcuno a “concedere il proprio tempo” alla scrittura invece che ad altro. Mi spaventa quando dal corso si cerca di dettare regole universali, scrivere creativamente è prima di tutto, secondo me, un’esperienza di libertà. Quella libertà che non ci si può prendere sul lavoro, quando per esempio si scrivono atti giuridici, lettere commerciali o note tecniche.
Commento di Carlo Santulli — 18 Aprile 2008 #
Certo Carlo, concordo con te. Ma io di corsi di scrittura creativa ne ho fatti ben tre, sempre con la stessa associazione. Magari solamente perchè mi ero affezionato alle curatrici, ma se ne fanno un altro mi iscriverò senz’altro. Prima di tutto si migliora anche nel capire ciò che si legge, quindi la struttura dei racconti e romanzi, si diventa lettori consapevoli secondo me; in secondo luogo è una maniera per conoscere autori che si prestano nelle veci di insegnanti, e ognuno di loro porta piccoli pezzetti di esperienza personale; terzo ed ultimo il confronto con gli altri partecipanti, le discussioni, le letture dei pezzi che altre menti elaborano su un tema comune, insomma un dialogo che può (ma non è detto che lo diventi per forza) essere costruttivo. Da lì non si diventa certo scrittori, anzi, ne passa di acqua sotto i ponti.
Commento di matteo — 18 Aprile 2008 #
Infatti Matteo,
capisco perfettamente il tuo punto di vista. E’ interessante conoscere la struttura del testo,
avere una serie di informazioni tecniche e tentare di esprimere qualcosa sulla pagina.
Sono tutti strumenti che ti aiutano a conseguire
uno stile, anche se questo è poi (e deve essere) personale.
E’ poi anche vero che non è facile, tra i mille impegni di ogni giorno, trovare il tempo per scrivere.
Se la scuola di scrittura aiuta a concentrarsi, ben venga. Noto però che spesso i prezzi sono esagerati (dal mio punto di vista…). Anche perché, come tutti sappiamo, arricchirsi con la scrittura (e quindi recuperare i soldi spesi) non è proprio la cosa più facile del mondo.
Ciao
Carlo
Commento di Carlo Santulli — 19 Aprile 2008 #