21 Aprile 2008...11:56 pm

Hanif Kureishi: “Non ho mai provato il desiderio di essere buono”

Salta ai commenti

«Non ho mai provato il desiderio di essere buono. La bontà non mi attrae particolarmente. Mi piace la passione. Gli artisti dovrebbero essere terroristi, non massaggiatori».
Con questa affermazione si apre un’interessante intervista ad Hanif Kureishi apparsa questa settimana sull’inserto “D La Repubblica delle Donne” di Repubblica.
Kureishi non vede la scrittura come una sorta di terapia. Sentite cosa racconta:
«Stavo leggendo di Malcolm Lowry, uno scrittore che ammiro moltissimo, e William Styron. Erano dei tipaccci – uriachi, terribili, depressi -. Dicevo a Rushdie “Uno crede che scrivere sia terapeutico, poi vede questi due – con tutta la terapia che hanno fatto, e guarda come sono messi. Che casino”. Abbiamo riso».

Racconta delle disavventure a seguito della pubblicazione del suo libro Nell’Intimità. Il libro venne attaccato dai critici, che lo chiamarono velenoso e misogino, mentre lo scrittore veniva definito un debosciato di mezz’età, crudele e spietato. Dice: “Non capivo. Perché mi attaccavano? Ero solo il messaggero. Avevo scritto un libro sul divorzio – un’esperienza comune a molti – e sulla separazione, sui figli e tutto il resto”. Continua. “Il libro è una testimonianza di quell’esperienza. Non vedo perché dovrei essere attaccato per averla raccontata in un romanzo. [...] Se sei un artista il tuo lavoro è di rappresentare il mondo così come lo vedi. L’arte deve trasmettere a te e agli altri un senso di pericolo. È allora che funziona”.

Parla anche del suo nuovo libro “Qualcosa da dirti“, che uscirà da noi a giugno. “Nel mio nuovo libro analizzo l’edonismo in cui siamo cresciuti. [...] Abbiamo creato una sorta di capitalismo estremo in cui gli individui sono oggetti, e tutto viene continuamente comprato, venduto. Ma è quello che volevamo? Il libro è un tentativo di valutare queste cose”.

Chiude con una riflessione sul mestiere dello scrittore.
“Scrivere è un’attività borghese. Devi sederti, concentrarti ogni giorno e stronzate del genere. Ma è davvero un bel lavoro. Mi dà molto piacere”.

Lascia un commento