23 Aprile 2008...12:39 am

“Tè e mandarini” di Carlo Santulli

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False Percezioni ha pubblicato “Tè e mandarini“, un bel racconto di Carlo Santulli, capo recensore di Progetto Babele. Non date retta a chi dice che il critico è sempre un artista fallito. Ci può anche essere un’eccezione.

L’inizio:
«Ci fu un periodo (cinque o sei anni fa) che, in parrocchia, da qualunque discussione si partisse, si finiva inevitabilmente di parlare di sfruttamento della prostituzione. A sua (parziale) discolpa c’è da dire che Don Alberto le tentava tutte per scegliere gli argomenti più alati che gli venivano in mente, o che erano proposti da “Famiglia Cristiana”, “Città nuova”, insomma dalla stampa specializzata. Sarebbe ricorso anche a Frate Indovino, se l’avesse tirato fuori da quel problema: ci voleva una praticità da conventuale che, in tutta franchezza, egli sentiva di non avere. Il sesso degli angeli era già troppo para-erotico, si potevano tentare gli angeli senza sesso, ma in effetti l’ipotesi più praticabile era quella di lanciarsi nell’esplorazione del librone del catechismo, quello senza tagli né sconti, così che almeno un’idea vaghissima delle implicazioni delle Tavole della Legge restasse ad aleggiare nella sala, come una farfallina (un po’ in stile “tafano degli Ateniesi”). Tutto inutile: si finiva sempre con quello sciagurato di Stefano, che era però in fondo indispensabile alla disomogeneità del gruppo, a scandire su un ritmo piuttosto metallico: “Si-diver-tono! Me l’han-no detto a me!”.»

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