Il 1968 raccontato da Paul Auster

25 Aprile 2008 at 11:32 pm | In Segnalazioni, scrittori |
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Correva l’anno della follia, l’Anno con la maiuscola. Quello del fuoco e della morte. [...] Mezzo milione di soldati americani combattevano in Vietnam. Martin Luther King era stato appena assassinato.

Con queste parole si apre l’articolo di Paul Auster apparso due giorni fa sul New York Times e ripreso oggi da “La Repubblica“. Lo scrittore, poeta e regista americano ricorda il 1968:il suo “anno di follie”, come lui stesso lo definisce.

Non ero un violento. Se ripenso ora a quegli anni mi vedo come un ragazzo tranquillo, sempre chino sui libri, immerso nei corsi di letteratura e filosofia della Columbia University e nello sforzo di capire come si fa a diventare uno scrittore

Ma nonostante questo, ricorda come anche lui si ritrovò a prendere parte a una piccola rivoluzione:
Esattamente quanrant’anni fa, al campus della Columbia, organizzammo una manifestazione - ma non contro la guerra in Vietnam. Si contestava il progetto di una palestra che l’Università voleva costruire all’interno del Morningside Park, un’area di proprietà pubblica. [...] Con mia grande sorpresa mi ritrovai in mezzo a loro. Cos’era accaduto al giovane ammodo, deciso a passare il resto della sua vita solo in una stanza a scrivere libri? [...] La nostra piccola rivoluzione era poco più di un gesto simbolico. Eppure i gesti simbolici non sono gesti vuoti. E dati i tempi, avevamo fatto quello che potevamo“.

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